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Come risolvere l’insoddisfazione sul lavoro in 3 mosse

Sei insoddisfatto del tuo lavoro? Niente panico, sei in buona compagnia. Uno studio promosso da Espresso Communication per Sodexo rivela infatti che 7 italiani su 10 ritengono insoddisfacente la propria situazione lavorativa. Tra i motivi principali, il primo posto è occupato dallo stipendio: il 56% ritiene di percepire un compenso economico inadeguato. Seguono gli orari poco flessibili (48%), l’incertezza contrattuale (41%) e l’assenza di benefit e incentivi (37%).

Inutile dirti che tentare di risolvere il malessere che provi ogni volta che ti rechi a lavoro è importante per il tuo benessere psicofisico e per la tua realizzazione personale. Ma come fare? Ecco tre accorgimenti che potrebbero migliorare le cose e porre un freno alle problematiche che minano la tua felicità.

1. Individua il problema

Per prima cosa devi valutare attentamente la tua situazione e fare chiarezza sui reali motivi che rendono il tuo impiego poco piacevole. Lo stipendio è troppo basso? La tua professionalità non viene riconosciuta? Il tuo capo o i tuoi colleghi ti rendono la vita impossibile? Qualsiasi sia la causa della tua insoddisfazione lavorativa, devi provare a identificarla se vuoi porvi rimedio.

Fare chiarezza è il primo passo per tentare di valutare con un certo distacco la situazione e limitare il carico di stress correlato al problema.

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2. Decidi da che parte stare

Una volta chiarita l’origine del tuo malessere devi decidere quale comportamento assumere. Se non intendi compiere una scelta drastica, prova comunque a capire qual è l’atteggiamento migliore per arginare il problema. In fondo potrebbe sempre trattarsi di una perdita di interesse momentanea.

Le alternative sono due: puoi scegliere di adottare un atteggiamento fiducioso concentrandoti sugli aspetti positivi del tuo impiego o ripiegare su un comportamento ostile nel tentativo di fare emergere la tua frustrazione.

Prima di fiondarti sulla seconda opzione, rifletti con calma. Potrebbe seriamente ledere la tua reputazione professionale, compromettendo i tuoi rapporti con capi e colleghi. Se invece ritieni che un atteggiamento costruttivo sia ancora possibile, non ti resta che passare alla terza mossa.

3. Affronta la situazione

Ora non ti resta altro che compiere l’ultimo step, quello più difficile: affrontare la situazione valutando pro e contro di ogni tua mossa. Parla con il tuo superiore se pensi per esempio che il tuo disagio sia collegato a un sovraccarico lavorativo, a una mancanza di stimoli o ancora all’impossibilità di fare carriera. Potresti scoprire che le tue preoccupazioni sono infondate e che la stima professionale che ti riservano le persone che ti circondano è superiore alle tue aspettative.

Nel caso invece in cui la situazione non si sbloccasse, prendi seriamente in considerazione l’idea che forse è arrivato il momento di imboccare una nuova strada e dare una nuova direzione alla tua vita professionale, per non restare ancora a lungo impantanata in una situazione lavorativa poco soddisfacente.

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