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Lavorare in un ristorante: perché è così difficile trovare personale di sala

A.A.A cercasi personale di sala. Per i ristoratori è ormai una vera impresa trovare persone adatte a gestire la sala, un ambito fondamentale per far crescere il fatturato di un ristorante. Mentre in cucina è facile individuare persone motivate, preparate e con la passione per i fornelli, in sala le cose vanno decisamente peggio e la selezione del personale nella maggior parte dei casi è lunga ed estenuante. Colpa dei ristoratori che negli ultimi anni si sono concentrati sul personale da inserire in cucina trascurando la sala, ma anche della mancanza di professionisti validi.

Come è possibile che non ci siano persone disposte a lavorare come camerieri o maître? In realtà le persone disposte a ricoprire questi ruoli ci sono, ma non sono quelle giuste per diversi motivi. Ecco i principali lamentati da chi ogni giorno si occupa di selezionare i dipendenti.

Il lavoro del cameriere è ancora sottovalutato

Il cameriere continua purtroppo ad essere percepito dall’opinione comune come un semplice porta piatti. Se da un lato c’è chi decide di svolgere questa professione come scelta di ripiego, dall’altro c’è chi lo considera un lavoro temporaneo, necessario ad assicurare un’entrata di denaro extra. In tanti poi scelgono l’impiego semplicemente perché non trovano nulla di meglio. Stesso discorso per quanti vorrebbero intraprendere la professione di maître e pensano di poter ricoprire questo ruolo senza un minimo di esperienza.

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La mancanza di formazione e competenze

La mancanza di formazione resta uno dei principali limiti riscontrati nella fase di recruiting. Difficile smontare la bizzarra convinzione che per lavorare in sala le competenze non siano un valore aggiunto in fase di assunzione.

In realtà, il lavoro in sala presuppone una buona preparazione culturale, una conoscenza approfondita degli alimenti e della ristorazione in generale. Fattori essenziali per svolgere bene la propria professione e far fronte a sempre più preparati ed esigenti. Saper valorizzare un piatto, fornire consigli agli ospiti, guidarli nei migliori abbinamenti vino cibo, sono aspetti tenuti in alta considerazione da chi cerca nuove leve. Che senso ha del resto avere un ottimo chef se non si ha un bravo cameriere in grado di vendere i piatti che prepara?

Non c’è passione e le pretese sono assurde

Altro tasto dolente è quello della passione. Svolgere ogni giorno un mestiere senza avere un minimo di interesse ad approfondire quello che si sta facendo e con poca voglia di crescere e migliorarsi, non porta ovviamente da nessuna parte.

Sono ancora pochi poi i giovani che hanno un’idea concreta su quanto sia impegnativo il lavoro nella ristorazione. Si lavora nei festivi e nei prefestivi. I turni sono stressanti e le rinunce sono tante.

Ma c’è ancora chi affronta il colloquio di lavoro mettendo le mani avanti su ferie e giorni di riposo. Si va da chi non è disposto a lavorare la domenica per stare con la famiglia a chi vuole tutti i festivi liberi ma è disposto a lavorare in tutti gli altri giorni. Insomma, la ricerca di personale di sala non è mai stata così difficile come oggi.

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