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Lavoro: tre errori comuni per sbagliare carriera

Scegliere la carriera giusta non è facile. Bisogna tenere in considerazione le proprie passioni e nello stesso tempo considerare le richieste del mercato per trovare uno sbocco professionale soddisfacente e redditizio.

Non c’è cosa più frustrante di svegliarsi ogni mattina per fare un lavoro che odiamo o la cui retribuzione non è adeguata agli sforzi che facciamo. Esistono poi dei fattori che possono portarci a fallire nella ricerca del percorso lavorativo adatto alle nostre competenze. Ecco i tre errori più comuni.

1. Ascoltare gli altri

Ascoltare gli altri può portarci a sbagliare strada e a capirlo magari quando ormai è troppo tardi. È il caso per esempio di persone che si ritrovano a svolgere una determinata professione solo perché non hanno avuto il coraggio di deludere le aspettative dei genitori.

Spesso poi ci si sente costretti a seguire le orme dei propri padri ignorando le proprie passioni e i propri talenti o si è tentati di intraprendere un percorso di studi per cui non si è portati, solo perché ci può assicurare qualche chance in più di trovare un lavoro che magari odieremo per tutta la vita.

I consigli degli altri sono importanti, nessuno dubita delle buone intenzioni di familiari e amici. Per trovare la strada giusta dobbiamo però lavorare soprattutto su noi stessi, focalizzandoci sui nostri interessi e sulle nostre abilità.

2. Accontentarsi

Non bisognerebbe mai accontentarsi di lavorare in un ambiente di lavoro in cui è difficile se non impossibile crescere professionalmente. Che senso ha lavorare con gente impreparata o incapace di trasmetterci quelle conoscenze e competenze che potrebbero arricchirci professionalmente?

Prima di scegliere un lavoro bisogna sempre avere ben chiari i traguardi che vogliamo raggiungere. Se il nostro intento è quello di fare carriera, dobbiamo trovare un ambiente in cui ci sono reali possibilità di apprendimento. In caso contrario, cambiamo subito azienda per non avere rimpianti in futuro.

Del resto il job hopping, ovvero la tendenza a cambiare lavoro spesso, praticato soprattutto dai millenials, ha i suoi aspetti positivi: i lavoratori riescono a collezionare esperienze diversificare, conoscenze e relazioni che possono fare la differenza ai fini un avanzamento di carriera.

3. Ignorare la propria personalità

Per trovare il lavoro giusto bisogna fare i conti con la propria personalità. Da uno studio pubblicato su Journal of Happiness Studies è emerso che i lavoratori più soddisfatti e produttivi sono proprio quelli che riescono ad esprimere sul posto di lavoro le proprie attitudini particolari.

In base alle proprie caratteristiche psicologiche è infatti possibile trovare il percorso professionale ideale. C’è chi è timido e chi estroverso, chi è incline a lavorare in solitudine e chi preferisce la collaborazione con i colleghi. Per essere soddisfatti del proprio lavoro bisogna avere quindi piena consapevolezza della propria personalità.

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